l'orzo, che poteri!

Non tutti conoscono le benefiche proprietà dell’orzo, una delle piante più ricche di preziose componenti tra quelle coltivate dall’uomo e anche più antica, basti pensare che questo cereale era già presente sulle tavole dell’Antica Grecia. L’orzo è una sostanza utilissima per garantire il benessere dell’organismo, è particolarmente digeribile e molto salutare: è ricco di silicio, fondamentale per il sistema nervoso, e di zucchero. I suoi chicchi sono pieni di vitamina B1 e vitamina E, contengono proteine e carboidrati e sono una preziosa riserva di fosforo: ciò rende questo cereale indicato per chi svolge attività intellettuale e per tutti i soggetti particolarmente nervosi. Ma i vantaggi non finiscono qui, soprattutto per le donne: l’orzo contiene piccole quantità di estrogeni vegetali, utili per prevenire il tumore al seno e combattere alcuni dei disturbi caratteristici della menopausa. L’orzo è sempre più di moda e negli ultimi anni si è assistito a un boom di aperture di punti-vendita biologici e ristoranti che fanno di questo e di altri cereali un punto di forza. Infine un occhio al bancone del bar. Spesso consigliano di diminuire la quantità di caffé espresso in favore dell’orzo, ma quali sono i benefici che ne deriverebbero? L’orzo non ha alcun potere eccitante, non contiene caffeina e quindi non può essere considerato un sostituto reale del caffé, ma gioca un ruolo importante per chi ha infiammazioni o irritazioni intestinali e dello stomaco. In altre parole, una tazzina di orzo al bar non ci darà una sferzata di adrenalina e non ci aiuterà a tenerci svegli, ma regalerà al nostro organismo una bella dose di benessere.

Guardando al passato

Riportiamo l'articolo a firma Elena Conti che il settimanale VDG magazine dedicò alla nostra Azienda

La Premiata Torrefazione Senese, titolare dello storico marchio Orzo di Siena, ancora oggi lavora seguendo le procedure di una volta. E il risultato è tutto da scoprire... Itn tazza piccola o in tazza grande, con una scorza di arancia o con zucchero di canna, in qualunque modo venga servito è sempre il momento dell'orzo. Ordinarlo è di moda, forse perché siamo tutti più stressati, forse per un diffuso salutismo. Ma l'orzo vive davvero una stagione dorata. Sta sostituendo là tazzina di caffè a fine pranzo, lo scelgono sia gli uomini sia le donne e non viene mai ordinato per caso, ma sempre con la puntuale descrizione della dimensione della tazza, del tipo di zucchero e, perchè no, con l'aggiunta di scorza di arancio o limone. A Siena c'è una torrefazione di antichissima tradizione che ancora oggi mantiene il tipo di lavorazione manuale, iniziata dai fondatori nel 1831. E' Leonardo Montanari che ha perpetrato l'attività di famiglia e con una passione assoluta si dedica ancora oggi con la sorella Nataly alla preparazione di questa gradevole bevanda. «Negli anni '40 i proprietari della torrefazione realizzarono l'etichetta storica dell'Orzo Siena, etichetta che usiamo ancora oggi, che raffigura l'immagine del figlio del proprietario di allora mentre sorseggia una tazza di orzo - racconta Leonardo Montanari - : in questa vecchia etichetta dal gusto piacevolmente demodé c'è tutta la storia della nostra azienda». E allora cosa è cambiato negli anni nella torrefazione dell'orzo? «Per noi assolutamente niente, ci atteniamo ancora alle tecniche tradizionali di un tempo. Utilizziamo una macchina tostatrice acquistata da mio nonno, lasciando che la modernità e l'avanzamento tecnologico non intacchino la nostra fase lavorativa in nessun modo».

E poi aggiunge: «Mi occupo personalmente di tostare il nostro orzo, esclusivamente a legna e raffreddandolo ad aria, come facevano prima mio nonno e poi mio padre dal 1954. Un orzo che arriva dalle colline di Siena, nei comuni di Asciano, Monteroni d'Arbia, Castel-nuovo Berardenga e Monteriggioni. Noi seguiamo tutte le diverse fasi. Facciamo i primi sopralluoghi già dalla semina al fine di poter valutare con anticipo, la qualità del prodotto e tutto l'approvvigionamento della materia prima». Una scelta coraggiosa, quella di mantenere i metodi produttivi, nonostante la modernità proponga soluzioni alternative e più comode: «Mantenere la fase produttiva inalterata fasi che tutti i sapori e gli aromi che venivano tanto apprezzati un tempo, possano essere ancora oggi riscoperti».Anche se la fase il momento più difficile inizia dopo la raccolta: «La fase più delicata e al tempo stesso anche la più complessa, ovvero la tostatura. Tutta questa fase è ancora interamente controllata a mano, anzi provvedo personalmente ad aggiungere la legna nei forni, a controllare il grado di tostatura e che le temperature dei torefattori non superino mai i 300°». Una fase che richiede la massima attenzione e al tempo stesso un'infinita esperienza: «Dopo circa un'ora si arriva al momento che preferisco, quando vengono stornati i chicchi tostati. Cadono milioni di chicchi fragranti, tostati in una maniera così unica, che nessun macchinario "di nuova generazione" o software potrebbe mai riprodurre». Leonardo Montanari si entusiasma nella descrizione della tostatura: «Vedere quella massa bruna di chicchi, l'armonia del colore omogeneo, sentire i profumi che escono insieme all'orzo, è uno spettacolo che non finisce mai di affascinarmi». Una volta che l'orzo è raffreddato, si chiude il cido della tostatura, dopodichè, avviene la macinatura: «Dopo circa 48 ore di riposo del prodotto tostato, seguita immediatamente dal confezionamento, in modo di permettere all'orzo di arrivare nelle case con il suo tipico aroma». Un'azienda, quella senese, che non lavora solo orzo ma «anche caffè. L'approvvigionamento del caffè verde, a differenza dell'orzo, avviene tramite importatori. Ma il ciclo di lavorazione resta sostanzialmente invariato rispetto a quello dell'orzo, tranne che per il tempo di tostatura, che è decisamente più rapido ma non per questo più semplice. Per il confezionamento, che viene fatto a mano, viene utilizzata una linea completamente distaccata da quella utilizzata per l'orzo. Grazie alla nostra volontà di mantenere inalterata una tradizione familiare, usando ancora un torrefattore del 1958, il nostro orzo conserva quel sapore unico che è la sua vera e inimitabile caratteristica».

L'orzo utilizzato dall'antica torrefazione senese arriva dalle colline che circondano la città nei comuni di Asciano, Monteroni d'Arbia, Castelnuovo, Berardenga e Monteriggioni